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Italia Paese sempre più arretrato

Aggiornamento: 16 lug 2024




Dal secondo dopoguerra, con apici toccati nel boom degli anni ’60 e negli edonici anni ’80, l’economia italiana è stata piuttosto fiorente, si può affermare che per 40/50 anni la maggior parte della gente aveva un lavoro fisso, alle volte senza avere alcuna competenza di sorta e al contempo il costo della vita permetteva di vivere bene e risparmiare. Dove era il "trucco"? Il trucco era che si pagava tutti facendo aumentare il debito pubblico, quindi per decenni è aumentato il risparmio privato finito in immobili che ora sono troppi e al contempo aumentava il debito pubblico, il quale adesso non consente di abbassare le imposte e che quindi determina stipendi netti decisamente bassi, inadeguati.


La crescita italiana prosegue debole e il nostro Paese si conferma fanalino di coda dell'Eurozona. Lo dicono le analisi del Centro Studi Confindustria, che prevede una crescita del PIL a ritmo lento.


Per quanto lo si voglia spacciare per Paese ricco e potente, l’Italia è il Sudamerica d’Europa. I dati mostrano un quadro economico impressionante: circa il 5% della popolazione italiana possiede circa il 41,7% della ricchezza totale. Sempre più gente fatica ad arrivare alla fine del mese, sempre più gente si rivolge alla Caritas.


L’inflazione incalza ovunque, in particolar modo in Europa, ma com’è noto, l’Italia è l’unico Paese, per lo meno tra gli stati membri dell’Unione Europa, a non incrementare i salari, al contrario, per assurdo, decrescono. Stipendi inadeguati, mancanza di opportunità, fattori che determinano una fuga impressionante di italiani verso altri lidi, ovviamente esteri. Si stima che tra il 1880 e il 1970 circa 30milioni di italiani siano andati a cercare fortuna oltreconfine, con alte percentuali, com’è ben noto, all’inizio del secolo scorso. Un fenomeno migratorio impressionante. Con l’avvento del XXI secondo è ripreso incredibilmente, ma non inaspettatamente, un graduale, ma inesorabile flusso migratorio. Negli ultimi 10 anni ben oltre 250mila italiani, prevalentemente giovani, si sono trasferiti all’estero, e si parla di italiani registrati all’AIRE, quindi probabilmente i dati non comunicati ufficiali sono altri, sicuramente le cifre celate sono ben più elevate. Un’emorragia di risorse per un Paese allo sbaraglio, conseguenza di politiche dedite al clientelismo, al nepotismo, un Paese corrotto, nefasto per le sue abiette ramificazioni, che non riesce a portare investimenti esteri che possano garantire posti di lavoro, un Paese segnato da una pressione fiscale tra le più alte d’Europa, senza che poi il denaro dei contribuenti venga di fatto speso per il miglioramento dei servizi pubblici, delle infrastrutture. Già vent’anni fa, ricordo di un reportage in televisione sulla Svezia, venivano intervistati dei cittadini che erano ben contenti di pagare tasse elevate nel loro Paese scandivano, poiché lo stato li ripagava con servizi pubblici di alta qualità, da un servizio scolastico eccellente, strade impeccabili e soprattutto un welfare d’eccezione, con un ragguardevole sostegno alle famiglie. Chiaramente nessun posto è un paradiso, soprattutto in quest’epoca, in Svezia negli ultimi anni si è creato un forte clima di violenza, è aumentata molto la criminalità, probabilmente proprio perché hanno fallito nella politica di integrazione, e dai ghetti, gli immigrati di seconda, terza generazione, stanno dettando la loro legge, ma questo è un altro discorso. Quello che intendo dire che è chiaro che nessun posto è perfetto, io stesso mi rendo conto di aver troppo idealizzato il Portogallo nei primi anni, anche qui molte cose non funzionano a dovere, tuttavia nel complesso un Paese considerato minore come il Portogallo, a mio avviso è dieci volte più avanti all’Italia attuale, parere di un anonimo emigrato come il sottoscritto che ci vive da oltre undici anni. Fino al 2010 qui non se la passavano benissimo, vidi anni fa un reportage della Rai, e si poteva scorgere una rua Augusta irriconoscibile, desolata con tutti i negozi chiusi. Poi hanno applicato le agevolazioni fiscali per le multinazionali e la detassazione per i pensionati stranieri e hanno risollevato l'economia, solo che poi negli ultimi la situazione è degenerata soprattutto con la speculazione immobiliare. Questo comunque per dire che le soluzioni le trovano e le applicano. Ci sono state nel corso del 2023 diverse manifestazioni imponenti per protestare contro il caro affitti e del costo della vita, il Governo ora si sta attivando. Se lo avete perso, andate a recuperare il video sulla crisi degli alloggi in Portogallo, dove spiego le soluzioni approvate dal Parlamento portoghese che verranno attuate a partire dal 2024. In Italia manovre, leggi, sono pensate

per il cittadino? Rispondete voi, io non voglio prendermi querele. E al di là di ragioni personali, il Portogallo mi ha dato una dignità, un lavoro, un’indipendenza economica e tutt’oggi ricevo quotidianamente due, tre proposte di lavoro al giorno, e non solo dal Portogallo, dicevo, non è solo un discorso personale, è obiettivo per tutte le ragioni discusse in questo video, che l’Italia è in controtendenza rispetto al mio Portogallo e al resto d’Europa e a farne le spese sono solo gli onesti cittadini, gli italiani senza santi in Paradiso.


Francesco Favia


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